Prestito con garante: come funziona e come richiederlo

In alcuni casi, per ottenere un finanziamento può essere necessaria la presenza di un garante, soprattutto quando il profilo reddituale o creditizio del richiedente non risulta pienamente adeguato. In questo articolo vedremo come funziona il prestito con garante, chi può ricoprire questo ruolo, quali responsabilità comporta e quali alternative sono disponibili.

Cos’è un prestito con garante?

Il prestito con garante è una forma di finanziamento nella quale, oltre al richiedente principale, interviene un terzo soggetto che si impegna a garantire il rimborso del capitale e delle rate.

In pratica, il garante sottoscrive il contratto insieme al richiedente e diventa responsabile del pagamento delle rate nel caso in cui il beneficiario non adempia agli obblighi previsti.

Questa soluzione può essere valutata quando il profilo reddituale o creditizio del richiedente non è ritenuto sufficiente. Pur trattandosi di un normale prestito personale, la presenza del garante comporta responsabilità e impegni specifici, che devono essere compresi con attenzione.

Come funziona un prestito con garante?

Quando si valuta una richiesta di prestito con garante, l’istituto finanziario analizza due profili: quello del richiedente, che sarà il beneficiario del finanziamento e quello del garante, che interviene in caso di mancato pagamento.

Il contratto prevede che il richiedente assuma l’obbligo di pagamento delle rate mensili di ammortamento (capitale più interessi, costi accessori), come in ogni finanziamento. In parallelo, il garante firma un accordo che lo impegna ad intervenire nel caso di insolvenza del richiedente.

In concreto, ecco i passaggi tipici:

  • presentazione della richiesta da parte del richiedente, con importo e durata desiderati.
  • inserimento della figura del garante con la relativa documentazione reddituale e anagrafica;
  • valutazione complessiva dei due profili per verificare capacità di rimborso e solidità creditizia;
  • eventuale approvazione della pratica e firma del contratto da parte di entrambi;
  • attivazione del prestito e intervento del garante in caso di mancato pagamento da parte del richiedente.

La presenza del garante rafforza la garanzia dell’operazione e può aumentare le probabilità di accoglimento della richiesta, ma comporta impegni concreti anche per la persona che riveste questo ruolo.

Chi può fare da garante per un prestito?

La persona che assolve al ruolo di garante deve soddisfare alcuni requisiti. L’istituto finanziario verifica che abbia un reddito stabile e dimostrabile, che non sia segnalata come cattivo pagatore e che non abbia un carico eccessivo di debiti. Generalmente, i criteri includono:

  • maggiore età e limite massimo previsto alla scadenza del piano di rimborso (solitamente intorno ai 75 anni);
  • reddito stabile e dimostrabile, adeguato a sostenere le eventuali rate in caso di necessità;
  • situazione creditizia positiva, senza segnalazioni o pregressi problemi di pagamento;
  • livello di indebitamento compatibile con il ruolo.

Non è obbligatorio che il garante sia un familiare: può anche essere una persona esterna al nucleo, purché disponga dei requisiti necessari e sia disponibile ad assumere l’impegno previsto dal contratto.

Quali documenti servono per un prestito con garante?

Sia il richiedente sia il garante devono fornire la documentazione necessaria per consentire la valutazione della pratica. Tra i documenti principali richiesti:

  • documento d’identità (carta d’identità o passaporto) e codice fiscale;
  • documentazione reddituale: i lavoratori dipendenti devono consegnare le ultime buste paga e la Certificazione Unica; i lavoratori autonomi l’ultima dichiarazione dei redditi completa di ricevuta di presentazione; i pensionati il cedolino della pensione o certificazione INPS;
  • eventuali estratti conto utili a verificare stabilità e disponibilità finanziaria;
  • ulteriori documenti specifici richiesti dall’istituto finanziario in fase di valutazione.

Nel complesso, la raccolta documentale serve a valutare sia il richiedente sia il garante, riducendo il rischio di insolvenza e migliorando la trasparenza del processo.

Cosa rischia il garante di un prestito?

Il ruolo del garante comporta obblighi che non vanno assolutamente sottovalutati. Qualora il richiedente non effettui il pagamento delle rate previste dal piano di rimborso, l’istituto è autorizzato a richiedere il pagamento al garante, che diventa tenuto al saldo delle rate dovute.

I principali rischi per il garante sono:

  • sostenere le rate non pagate dal richiedente;
  • possibile segnalazione nelle banche dati creditizie in caso di mancato rimborso;
  • eventuali procedure di recupero qualora anche il garante non adempia agli obblighi.

Per questo motivo è importante che il garante valuti con attenzione la propria capacità di intervenire nei pagamenti, qualora necessario. Il ruolo del garante è giuridico e non “formale”: implica una reale assunzione di responsabilità per l’intera durata del finanziamento.

Quando il prestito con garante non viene concesso?

Anche in presenza di un garante, la richiesta può non essere accolta. Possibili motivazioni:

  • il richiedente presenta un reddito insufficiente o troppo instabile per coprire il piano di ammortamento richiesto;
  • il garante non possiede i requisiti di reddito, non ha una posizione creditizia adeguata o è già gravato da altri impegni finanziari;
  • il profilo complessivo del richiedente e del garante presenta un livello di rischio per l’istituto troppo elevato (ad esempio storici di insolvenze, pignoramenti, protesti);
  • i documenti non risultano completi, aggiornati o coerenti, oppure la valutazione interna dell’istituto per quel particolare importo o durata non è favorevole;
  • importo richiesto non proporzionato alla capacità di rimborso.

In questi casi, è possibile che l’istituto proponga importi più contenuti o soluzioni alternative.

Alternative al prestito con garante

Quando non si vuole o non si può utilizzare la figura del garante, esistono comunque altre vie per accedere al credito o al finanziamento:

  • richiedere un prestito personale tradizionale e senza garante, qualora la situazione reddituale lo consenta;
  • valutare una riduzione dell’importo o della durata per rendere la rata più sostenibile;
  • prendere in considerazione prodotti che prevedono garanzie differenti;
  • migliorare nel tempo il proprio profilo creditizio prima di richiedere un nuovo finanziamento.

Queste alternative possono offrire condizioni favorevoli, come una gestione più flessibile del rimborso o la possibilità di adattare l’importo richiesto alle proprie esigenze economiche, evitando di coinvolgere terze persone. Inoltre, consentono al richiedente di rafforzare nel tempo la propria reputazione creditizia, rendendo più agevole l’accesso a futuri finanziamenti o linee di credito. In ogni caso, è fondamentale valutare con attenzione le condizioni contrattuali e la sostenibilità delle rate, per scegliere la soluzione più equilibrata rispetto alle proprie risorse.

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