Uno sguardo sui principali trend del settore automotive tra “uso” preferito alla proprietà, attenzione ai costi, e apertura sempre maggiore alle produzioni provenienti dalla Cina.
L’auto nel 2026: cinese, ibrida, a noleggio
Dopo anni di crisi, nel 2026 il mercato italiano dell’auto dovrebbe tornare a crescere con delle caratteristiche molto specifiche: il traino del modello “car as a service”, il rafforzamento del mercato delle vetture ibride (plug in più che full-hybrid), l’ulteriore crisi di quelle diesel. Ma non solo: aumenterà la passione per i Suv, ma compatti e dai costi più contenuti. Infine, ci sarà una presenza sempre più importante dei modelli made in China.
La ripresa delle immatricolazioni
Nei primi undici mesi del 2025 in Italia sono state immatricolate 1,417 milioni di auto (-2,43% rispetto al 2024). In totale a fine anno, secondo le proiezioni di UNRAE (Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri), saranno circa 1,520 milioni. Nel 2026 si prevede invece una lieve crescita, +1,3%, a 1,540 milioni di vetture. Quasi il 20% in meno, però, rispetto ai dati del 2019.
Nel 2026 la spinta sarà trainata dal modello “car as a service”, che significa soprattutto un incremento del noleggio, previsto in crescita del 7% secondo lo studio curato da KPMG per conto di ERA (European Rental Association). Tra i consumatori, infatti, si sta facendo sempre più strada l’idea che l’auto sia un servizio e non un bene da possedere. Da gennaio a settembre, secondo i dati di UNRAE, sono stati stipulati più di 830mila contratti di noleggio a lungo termine, +13,3% rispetto al 2024 per una quota di mercato del 23,6%. Si tratta ancora, per la maggior parte, di un mercato guidato dalle aziende. Ma la vera notizia, a guardar bene, è nel mondo dei privati che sono arrivati a rappresentare il 14,2% del totale dei contratti, in crescita del 10,3%.
Si tratta di una forma di utilizzo particolarmente apprezzata dai giovani, per cui possedere l’auto non è più un valore. Tra la popolazione più adulta, invece, l’interesse al noleggio deriva più da fattori economici: è una formula che consente di limitare i costi di acquisto di una vettura nuova, tutelandosi dalla perdita di valore del bene e che offre anche l’opportunità di testare, a costi inferiori, le nuove auto elettriche e ibride.
Crescono le auto ibride
È proprio in questa direzione che si muove il mercato. Come è già stato per il 2025, anche nel 2026 la domanda italiana dovrebbe continuare a privilegiare le soluzioni ibride, percepite come il compromesso ideale tra efficienza e praticità d'uso, minimizzando l'ansia da autonomia tipica dei veicoli elettrici puri. Secondo i dati di ACEA, l’associazione europea dei costruttori, nei primi 10 mesi dell’anno le vetture elettrificate in circolazione rappresentano il 55,7% del mercato. Il 44,5% sono mild e full hybrid. Più distanti, ma in crescita, le vetture totalmente elettriche: 5,2% di quota di mercato e +26% rispetto all’anno scorso. Le plug-in sono al 6% (+76,4% rispetto al 2024).
La spinta verso questa tipologia di vetture è dovuta all’accresciuta sensibilità per le tematiche ambientali, ma anche alle limitazioni alla circolazione delle auto diesel, sempre più in declino, e all’attenzione al risparmio. Le vetture ibride ed elettriche, inoltre, godono di periodici incentivi fiscali o di facilitazioni nell’accesso alle ZTL, parcheggi gratuiti, sconti sul bollo auto. La spinta dovrebbe continuare anche nel prossimo anno, quando, secondo quanto riportato da diverse riviste di settore, verranno immessi sul mercato più di 50 nuovi modelli ibridi plug in. E dovrebbe essere proprio questa tipologia di auto ad avere un tasso di crescita maggiore. Vetture che si avvicinano all’esperienza delle vetture totalmente elettriche, ma con anche la sicurezza del motore termico. I prezzi dovrebbero poi essere più contenuti, soprattutto per le vetture più piccole costruite in Cina, e questo dovrebbe spingere ancora di più verso il loro acquisto.
La variabile incentivi statali
I trend che caratterizzeranno il 2026 sono dunque abbastanza chiari. A deciderne la reale portata, sarà la variabile degli incentivi statali. Negli ultimi due anni si è visto come siano in grado di direzionare il mercato, congelando le vendite per mesi per poi creare delle vere e proprie corse all’acquisto. Nel caso degli incentivi sull’elettrico di fine ottobre 2025, le due auto più acquistate sono state la Dolfing Surf di Byd e la T03 di LeapMotor, due piccole vetture cinesi che da sole hanno coperto più di un quarto delle vendite. È evidente quindi come gli incentivi riescano a condizionare il mercato. E come potrebbero farlo anche in futuro.