Case e incentivi: gli effetti (positivi) su mercato ed efficienza energetica

Spingono le persone a fare lavori di ristrutturazione e riqualificazione con risparmi importanti, portano vantaggi alla collettività e riducono l’impatto ambientale. Ecco quali sono quelli confermati (e in parte modificati) per il 2026.

Gli incentivi per la ristrutturazione della casa stimolano il settore edilizio, consentono di migliorare l'efficienza energetica e il comfort abitativo, permettono ai proprietari di recuperare parte delle spese tramite detrazioni fiscali, con un impatto significativo sul budget famigliare, sul pil nazionale e, in particolare, sullo stato dell’arte del patrimonio immobiliare. Anche perché, gli incentivi spingono i proprietari ad effettuare dei lavori che, in loro assenza, non avrebbero fatto: lavori di ristrutturazione ed efficientamento energetico che genereranno anche un incremento di valore dell’immobile.

I numeri e i risultati

Alcuni numeri ci aiutano a capire meglio. Secondo i report ufficiali dell’Enea, il risparmio energetico totale realizzato grazie ai 6,4 milioni di interventi finanziati dall’Ecobonus dal 2007 (anno della sua introduzione) al 2024 è stato pari a quasi 25.000 GWh/anno. Nel 2024, il 41,9% dei fondi dell’Ecobonus sono stati spesi per la sostituzione degli infissi con un risparmio energetico stimato in 565,74 GWh/anno, il 30,22% del totale. Gli altri interventi di maggior rilievo sono stati la sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale con caldaia a condensazione (16,51% degli investimenti; 31,55% del risparmio energetico) e con pompa di calore (11,60%; 8,03%). Infine, l’isolamento del tetto, del pavimento e il cappotto termico (18,86%; 23,73%).

Gli effetti positivi risultano evidenti quando arriva la bolletta. Sebbene il risparmio dipenda dalle condizioni climatiche della zona, dal tipo di infisso preesistente e da quello nuovo installato, le stime indicano che la sostituzione completa di porte e finestre può portare a una riduzione dei consumi energetici per il riscaldamento tra il 15% e il 25% della bolletta energetica annuale. Ed è sempre l’ENEA, nei suoi rapporti sulle detrazioni fiscali, a sottolineare come gli infissi siano responsabili fino al 40% delle dispersioni termiche totali di una casa. Il potenziale di risparmio, quindi, è importante.

Lo studio sul Bonus 110%

Così come lo è stato, in passato, quello generato dal Superbonus 110%, oggi non più attivo. Una recente analisi svolta dall’ufficio studi di Gabetti su 4.081 unità immobiliari (202 condomini) distribuiti su tutto il territorio nazionale, ha mostrato come gli interventi di riqualificazione energetica abbiano comportato un risparmio del 54% del fabbisogno energetico e del 53% delle emissioni, con una media di 3,3 salti di classe energetica. Ma gli interventi hanno anche contribuito a un incremento del valore superiore al 10% per gli immobili coinvolti.

Principali Bonus attivi

È per questo che l’attenzione ai bonus e agli incentivi, e le pressioni sui Governi affinché li tengano attivi, restano sempre molto alte da parte del mondo dell’industria e anche delle rappresentanze del mondo dei consumatori. Soprattutto in previsione del raggiungimento degli obiettivi previsti dalla Direttiva Case Green della UE. Per il 2026, seppur con qualche cambiamento (non sempre conservativo) gli incentivi confermati sono i seguenti:

  • Bonus Ristrutturazioni
  • Ecobonus
  • Sismabonus
  • Conto energetico 3.0

Bonus Ristrutturazioni

Il Bonus Ristrutturazioni è stato confermato anche per il 2026 e prevede una detrazione del 50% per la prima casa, e del 36% per le altre abitazioni. La spesa massima su cui calcolare le detrazioni è 96mila euro e riguarda i lavori di:

  • Manutenzione straordinaria
  • Restauro e recupero edilizio

Il bonus prevede la possibilità di detrarre la quota della spesa dal reddito Irpef in 10 anni. Non è previsto lo sconto in fattura.

Ecobonus

Anche l’Ecobonus è stato rinnovato per il 2026 e prevede le stesse agevolazioni fiscali del Bonus Ristrutturazioni. In questo caso gli interventi devono essere finalizzati all’efficientamento energetico dell’immobile. I lavori che rientrano in questa misura sono:

  • Riqualificazione globale di edifici esistenti
  • Lavori sugli involucri degli edifici (installazione di isolamento a cappotto, coibentazione del tetto)
  • Sostituzione degli infissi o serramenti ad alta efficienza energetica
  • Installazione di schermature solari
  • Installazione di pannelli solari termici per la produzione di acqua calda
  • Sostituzione di impianti di riscaldamento
  • Installazione di dispositivi di domotica

Sismabonus

Stesso meccanismo con detrazioni fiscali in 10 anni, anche per il Sismabonus. Un’agevolazione che offre incentivi per eseguire lavori di adeguamento e miglioramento sismico su edifici esistenti in zone a rischio (1, rischio alto, forti terremoti possibili – 2, rischio medio, terremoti forti possibili - 3, rischio basso, scuotimenti modesti meno probabili rispetto a 1 e 2).

Conto termico 3.0

Diversa invece la natura del Conto termico 3.0. Questo provvedimento entra in vigore il 25 dicembre 2025 e prevede lo stanziamento di 900 milioni di euro, finanziati dal GSE, Gestore dei Servizi Energetici. A differenza delle classiche detrazioni fiscali, il Conto termico è un contributo a fondo perduto, erogato anche in un’unica soluzione per importi fino a 15.000 euro. Si prevede un rimborso fino al 65% delle spese sostenute e, per i privati, riguarda la produzione di energia termica da fonti rinnovabili e da sistemi ad alta efficienza. Con questo provvedimento si possono installare pompe di calore, solare termico, biomassa, scaldacqua a pompa di calore. Per il 2026 non è invece più possibile ottenere un bonus per sostituire la propria caldaia a gas con un’altra, nuova, ma sempre a gas.

Un supporto importante

Gli incentivi fiscali legati alla casa costituiscono quindi una spinta importante per invogliare le persone ad investire sulla propria casa. Attuare degli interventi migliorativi aumenta il valore dell’immobile, lo rende più sostenibile dal punto di vista energetico, ma aiuta anche la collettività. Contribuendo a ridurre le emissioni e a raggiungere gli obiettivi che ci siamo posti, come collettività, da qui al 2030.

E proprio per venire incontro alle persone che vogliono ristrutturare casa, Agos ha pensato ad un prodotto specifico: Agos One. Si tratta di un prestito finalizzato che si rivolge ai clienti che desiderano acquistare un bene a efficientamento energetico su cui può beneficiare delle agevolazioni fiscali. Il cliente anticipa il 50% del valore del bene, il restante 50% lo finanzia con Agos a tasso zero (TAN 0%, TAEG 0%) in 10 anni, con una rata all’anno. In questo modo il cliente può rimborsare il finanziamento con rate annuali e, di fatto, ripagarlo con il rimborso fiscale ricevuto annualmente dallo Stato.