Cosa cambia per chi ristruttura, migliora l’efficienza energetica o investe sulla sicurezza della propria abitazione-
Il 2026 segna un punto di svolta nel complesso sistema delle agevolazioni fiscali legate alla casa. Dopo anni di interventi emergenziali, aliquote eccezionali e meccanismi straordinari, il legislatore sembra aver scelto la strada della normalizzazione: meno bonus “spot”, più misure strutturali, più attenzione alla sostenibilità dei conti pubblici.
La Legge di Bilancio 2026 (legge 30 dicembre 2025, n. 199) non smantella il sistema delle detrazioni, ma lo rende più selettivo, soprattutto distinguendo con maggiore decisione tra abitazione principale e altri immobili. Una scelta che avrà effetti concreti sulle decisioni di famiglie, proprietari e investitori.
Vediamo cosa resta, cosa cambia e cosa conviene sapere prima di avviare lavori.
Il bonus ristrutturazioni resta, ma non è uguale per tutti
Il pilastro storico delle agevolazioni casa – il bonus ristrutturazioni – continua a esistere anche nel 2026. La sua base normativa resta l’articolo 16-bis del Testo unico delle imposte sui redditi (TUIR), ma la Legge di Bilancio ne conferma l’impostazione "a doppia velocità":
- detrazione al 50% per chi interviene sulla propria abitazione principale;
- detrazione al 36% per tutti gli altri casi (seconde case, immobili a disposizione, ecc.).
La detrazione viene ripartita, come in passato, in dieci quote annuali di pari importo. Non si tratta di una novità assoluta, ma nel 2026 questa distinzione diventa centrale e strutturale, non più transitoria.
Il messaggio è chiaro: il fisco continua a sostenere il recupero edilizio, ma privilegia l’uso "abitativo primario" dell’immobile.
Efficienza energetica: ecobonus più semplice, ma meno generoso
Anche l’ecobonus, disciplinato dall’articolo 14 del decreto-legge 63/2013, prosegue nel 2026, ma con un’impostazione molto più sobria rispetto al passato.
Le aliquote si allineano a quelle del bonus ristrutturazioni:
- 36% di detrazione,
- che sale al 50% se l’intervento riguarda l’abitazione principale.
Scompaiono quindi le vecchie percentuali differenziate (65%, 70%, 75% a seconda degli interventi), a favore di un modello più semplice e uniforme. Una scelta che riduce la complessità normativa, ma anche l’intensità dell’incentivo.
Resta centrale il ruolo delle comunicazioni ENEA, obbligatorie per molti interventi energetici: un adempimento tecnico che, se dimenticato, può compromettere il diritto alla detrazione.
Sicurezza sismica: sismabonus confermato, con la stessa logica
Stessa impostazione anche per il sismabonus, dedicato agli interventi di riduzione del rischio sismico. Nel 2026 le aliquote seguono la medesima distinzione:
- 50% per l’abitazione principale,
- 36% negli altri casi.
Qui, più che mai, la detrazione è legata alla correttezza della documentazione tecnica: classificazione sismica, asseverazioni, titoli edilizi. Il beneficio fiscale resta significativo, ma richiede una gestione rigorosa.
Bonus mobili: confermato, ma con tetto contenuto
Buone notizie per chi ristruttura e deve arredare: il bonus mobili ed elettrodomestici viene prorogato anche per il 2026.
La detrazione resta al 50%, ma il limite massimo di spesa su cui calcolarla è fissato a 5.000 euro. Anche in questo caso, il beneficio viene recuperato in dieci anni.
È importante ricordare che il bonus mobili non è autonomo: esiste solo se collegato a un intervento di ristrutturazione agevolato.
Addio al bonus barriere architettoniche al 75%
Una delle vere novità del 2026 è ciò che non c’è più. Il bonus barriere architettoniche al 75%, introdotto negli anni scorsi come misura autonoma, si ferma al 31 dicembre 2025.
Dal 2026 gli interventi per l’eliminazione delle barriere non scompaiono, ma rientrano – quando possibile – nel perimetro ordinario del bonus ristrutturazioni, con aliquote quindi più basse (50% o 36%).
Un cambio di passo che incide soprattutto sugli interventi dedicati all’accessibilità, rendendo la pianificazione ancora più importante.
Superbonus: nel 2026 resta solo in casi eccezionali
Il Superbonus, simbolo della stagione straordinaria degli incentivi, nel 2026 sopravvive solo in ambiti molto circoscritti, in particolare nelle zone colpite da eventi sismici e all’interno di regimi speciali.
Per la generalità dei contribuenti, non rappresenta più un’opzione praticabile. Chi rientra nei casi residuali deve comunque affrontare un quadro normativo e tecnico complesso.
Attenzione al reddito: le detrazioni non sono infinite
Un aspetto spesso sottovalutato riguarda il limite complessivo alle detrazioni per i contribuenti con redditi più elevati. Anche nel 2026 resta in vigore il meccanismo che riduce il beneficio fiscale complessivo per chi supera determinate soglie di reddito (a partire da 75.000 euro).
In altre parole: non basta avere diritto al bonus, bisogna anche poterlo "assorbire" fiscalmente.
In sintesi: il 2026 è l’anno delle scelte consapevoli
Le detrazioni casa nel 2026 non scompaiono, ma cambiano filosofia. Meno eccezioni, meno bonus straordinari, più regole stabili e selettive. Il sostegno pubblico resta, ma si concentra su chi investe nella prima casa e su interventi strutturali, pianificati e ben documentati.
Per chi deve ristrutturare casa, il consiglio è uno solo: programmare. Valutare bene tempi, tipologia di immobile, capienza fiscale e adempimenti. Perché nel nuovo scenario, più che “correre dietro al bonus”, conviene costruire un progetto solido.